VACANZE LETTERARIE

Chi sale, chi scende
Dagli storicitristi ai geometristi.

Non ne potevo più di letteratura partigiana locale e di guerre all'ultimo sangue tra LEI e LUI, gli storici, o presunti tali, stragisti dall'Astico al Brenta, da Settecà al Grappa, che fanno il bello e il brutto in quello che rimane della Resistenza vicentina.

4 Works

WORKS
di Vitaliano Trevisan

Mi è sempre piaciuto il malinconico Vitaliano Trevisan, da “Tristissimi giardini” al “Ponte”, che è poi quello di Piovene sull'Astego; tutta roba che sta qua sotto il Costo, una periferia anonima che si estende anche sull'Altopiano, che non è più montagna, ma periferia diffusa di seconde case vuote, inutili, su cui hanno allegramente investito i loro soldi i padroni dei capannoni sottostanti, che hanno devastato la pianura veneta, anch'essi divenuti inutili ed ingombranti.
Il tutto, montagna e pianura, unite, cucite, rammendate, ogni fine settimana, da dei coleotteri che si ritrovano sulla SP 349, il Còsto: una massa di imbecilli forniti di potenti motociclette. Un “periodico sciamare di umani dotati di esoscheletro artificiale”.

Tornando all'ultimo libro del nostro geometra triste,“Works”, di 651 pagine, era l'ideale per togliermi dal buco della Resistenza e farmi compagnia nella lunga convalescenza, complice un sollevamento della retina dell'occhio sinistro. La mia iperattività di lavori manuali pesanti: picco, badile e carriola, motosega e cazzeggio di escursionismo storico-letterario è crollata drasticamente.
Non mi restava che la lettura con l'occhio destro, nei mesi estivi. Ideale si presentava l'ultimo corposo libro di Trevisan. Ma la menomazione visiva nulla ha potuto di fronte ad un libro veramente bello. Letto in due settimane. Grazie geometra, anche se triste.

 

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